
Era completamente buio, ma erano già le otto di una mattina di autunno. Quella mattina era come se il sole non fosse sorto.
Le superbimbe erano al parco, ma non c’era la solita atmosfera scherzosa; erano serie e preoccupate e il loro sguardo era fisso rivolto al cielo plumbeo.
“La Strega Nera” – si limitò a dire Serena – “Sta venendo qui per noi.”.
La strega malvagia non voleva più aspettare: dopo che le superbimbe avevano sconfitto una per una le sue seguaci aveva deciso di risolvere la questione una volta per tutte: le superbimbe dovevano essere eliminate.
La Strega Gelatina, evocata dall’incantesimo di Luna, aveva dato le ultime raccomandazioni alle bimbe, ma neppure lei, solitamente scherzosa e gioviale, sembrava molto convinta che potessero farcela. Aveva parlato soprattutto con Margherita e aveva ricordato a tutte che, se le cose si fossero messe male, avrebbero dovuto fuggire senza indugi.
Sulla linea dell’orizzonte apparvero le streghe, a cavallo delle loro scope. Intorno a loro erano fulmini e saette. Per ultima, era la prima volta che la incontravano, la più temibile di tutte: la Strega Nera.
Le bimbe erano impietrite dalla paura. Fino a quel momento avevano affrontato una strega alla volta, ma quella sarebbe stata una battaglia molto diversa.
“Forza, posizioniamoci” – disse Luna che prese in mano la situazione, e le bimbe si nascosero agli angoli del parco, pronte a entrare in azione.
Le streghe erano sempre più vicine. Giulia si nascondeva dietro il tronco del gigantesco cedro secolare del parco, quando accadde qualcosa di sorprendente: davanti a lei apparve una strega con i capelli bianchissimi e due occhi verdi grandi, dolci e penetranti.
“Non avere paura, sono la Strega delle Streghe” – la anticipò la figura prima che Giulia potesse parlare.
“Ma come è possibile?”
“Potevo fare questo incantesimo una volta soltanto, e ho scelto questo momento. Avvicinati”.
La Strega delle Streghe sussurrò qualcosa all’orecchio di Giulia. Poi le diede un bacio sulla guancia, le fece una carezza e svanì.
Un attimo dopo la battaglia era già cominciata. Le streghe, non vedendo le superbimbe, iniziarono a scagliare incantesimi su tutto il parco per costringerle a uscire allo scoperto. Una strana palla rossa apparentemente innocua colpì lo scivolo e lo disintegrò; la bellissima magnolia le cui pigne erano state mille volte utilizzate per i lavoretti, colpita da un potentissimo raggio, non esisteva più.
Camilla fu la prima a reagire e chiamò i falchi che iniziarono a beccare le streghe sulle scope. Giulia alzò un vento fortissimo che le costrinse ad atterrare. Beatrice rese solide le sole mani e uscì allo scoperto iniziando a tirare contro le streghe tutto ciò che trovava per terra. Marta sradicò l’altalena e la scagliò in direzione della Strega Nera. Luna e Stellina combattevano a viso aperto a colpi di bacchetta e incantesimi. Margherita continuava a creare campi di forza per proteggere le amiche.
Ma non c’era nulla da fare. Nonostante gli sforzi e l’enorme cuore che le superbimbe stavano mettendo in battaglia, le streghe erano molto più forti e respingevano con facilità tutti gli attacchi. La Strega Nera, addirittura, se ne stava in disparte e ancora non aveva partecipato alla battaglia.
Le superbimbe erano stremate, ma non volevano arrendersi. Ora erano tutte all’interno del campo di forza di Margherita, mentre la Strega dei Sogni, la Strega delle Strade Infinite, la Strega del Silenzio e la Strega della Discordia cercavano di distruggerlo con i loro incantesimi.
“Ora basta, lasciatele a me!” – tuonò la Strega Nera.
Le bastò alzare un braccio e il campo di forza di Margherita svanì. Marta cercò di alzare un tronco d’albero, ma non riuscì a muoverlo di un millimetro. Aveva perso la sua superforza. Anche le altre superbimbe cercarono di usare i loro superpoteri, ma essi sembravano spariti.
“Questo è il potere della Strega Nera” – disse tristemente Luna – “È in grado di annullare i poteri degli altri; per questo è considerata la più potente di tutte le streghe. È finita”.
Le superbimbe si strinsero l’un l’altra e iniziarono a piangere.
Le streghe si spostarono, mentre in mezzo a loro la Strega Nera avanzava determinata, con la testa alta e un sorriso malvagio sulle labbra. Era sempre più vicina a loro e iniziò ad alzare la bacchetta per fare l’ultimo, terribile, incantesimo di morte.
Ma in quel momento Giulia si alzò e andò verso di lei.
La Strega Nera non era per nulla preoccupata, anzi sembrava incuriosita e stranita dal coraggio di quella piccola bambina che osava affrontarla. Ma Giulia non aveva intenzione di combattere.
La guardò con occhi dolci e la Strega Nera sembrò sorpresa; e poi, quando ormai il suo volto si trovava a pochi centimetri da quello della strega, pronunciò una sola parola.
“Firiforè”. E tra l’incredulità di tutte, abbracciò la Strega Nera.
Quello che accadde successivamente fu semplicemente strabiliante. L’espressione della Strega Nera mutò in un istante, il sorriso malvagio si tramutò in una smorfia e gli occhi, prima privi di qualunque emozione, si inumidirono e iniziarono a lacrimare. Poi le nuvole nere si diradarono e la luce del sole illuminò tutto.
C’era un silenzio surreale. Nessuno, né nel streghe né le superbimbe, riuscivano a capire cosa stesse accadendo. Poi si sentì un rumore come vento, ma vento non era: decine di streghe e maghi sulle loro scope si stavano avvicinando; in testa, una strega con i capelli bianchissimi e gli occhi verdi. Era la Strega delle Streghe.
Quella singola parola dal significato oscuro aveva rotto l’incantesimo; non erano più imprigionati nel Paese delle Streghe.
La Strega delle Streghe si parò davanti alla Strega Nera. Sua sorella. La Strega Nera si avvicinò, mentre tutti i presenti, impietriti, assistevano alla scena surreale.
“Firiforè” – disse alla sorella.
“Ti ricordi?” – rispose la Strega delle Streghe con un dolcissimo sorriso.
“Non potrei mai dimenticarlo. Quando da bambine una di noi due aveva paura, quella era la nostra vera parola magica. Bastava pronunciarla e l’altra accorreva con un abbraccio.”
E la Strega delle Streghe la abbracciò, con tutto l’amore che aveva nel cuore.
“Torniamo a casa?” – disse alla sorella.
“Torniamo a casa.” – rispose la Strega Nera, pentita delle sue azioni.
Poi la Strega delle Streghe si rivolse alle altre streghe malvagie: “Anche per voi, se lo desiderate, ci sarà una seconda possibilità.” E loro annuirono.
Infine, si rivolse alle superbimbe e semplicemente sorrise. Non esistevano parole per descrivere la sua riconoscenza.
Poi si udì una voce: “Luna, Stellina”. Una strega e un mago corsero a braccia aperte verso le due bambine.
“Mamma, papà!”.
Luna e Stellina saltarono in braccio ai loro genitori e piansero lacrime di gioia.
“Si sta facendo tardi! Torniamo al Paese delle Streghe prima che qualcuno si accorga di noi.” – Disse la Strega delle Streghe. “Ma prima, un regalo per voi!”.
La Strega Gelatina si avvicinò con sei enormi coni gelato e li porse alle superbimbe:” Grazie.” – si limitò a dire. Poi streghe e maghi si allontanarono, mentre la Strega delle Streghe, con un ultimo incantesimo, rimise tutto al suo posto.
Le superbimbe si guardarono. “Finisce tutto qui?” – chiese Camilla.
“Non lo so” – ammise Giulia.
E ognuna tornò a casa propria.
Poco dopo, papà Gianni entrò in camera. “Giulia, Camilla, è ora di andare a scuola!”.
“Papà” – disse Giulia –“Ti ricordi quello che ci hai detto sulla polvere di stelle?”
“Certo che mi ricordo. Perché me lo chiedi?”
Giulia e Camilla ebbero il desiderio di raccontare tutto, ma poi si limitarono a dire.
“No, niente. Andiamo a fare la colazione?”.
[LE SUPERBIMBE E IL PAESE DELLE STREGHE – Giulia, Camilla e papà Gianni, disegno di Giulia e Camilla, 2020-2023]
